Alla nostra irruzione nella stanza il Conte si girato, e sul suo volto ho visto affiorare l'espressione diabolica che avevo sentito descrivere. Gli occhi, infuocati da una feroce passione, lanciavano lampi; le larghe narici del bianco naso aquilino si dilatavano, frementi. I denti bianchi e acuminati, dietro le labbra tumide di una bocca stillante sangue, battevano come quelli di una bestia feroce.